| Parrocchia "San Michele Arcangelo" di Quarto d'Altino |
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“La parrocchia, comunità in missione in cammino verso la visita pastorale” |
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Nei giorni 3 e 4 settembre presso la casa S. Maria Assunta del
Cavallino si è svolta l’Assemblea Par-rocchiale con lo scopo di
iniziare a riflettere sulle tematiche trattate nell’Assemblea
Diocesana e di programmare l’anno pastorale 2005-2006.
Alla due giorni sono stati invitati i rappresentanti dei vari gruppi
parrocchiali, del consiglio pastorale, i delegati inviati
all’Assemblea diocesana e tutte le persone che “hanno a cuore” il
futuro della comunità cristiana di Quarto d’Altino. Un incontro
aperto, dunque, che ha visto la partecipazione di una cinquantina di
persone in un clima di familiarità, di preghiera, di riflessione, di
lavoro in gruppi e di condivisione. La sera, alla presenza di don Luca e del parroco don Gianni, si sono svolti dei lavori in piccoli gruppi, seguiti da una feconda condivisione che ha reso evidente come la prossimità della visita pastorale, anzi lo “stato di visita pastorale” come si legge sul Mosaico, è una splendida occasione per la nostra comunità per fermarsi a riflettere sulla propria identità. E non solo per iniziare a conoscere e a far conoscere le molte attività che vi vengono svolte, ma sopratutto per riscoprire il “cuore”, l’identità profonda, la motivazione che spinge tante persone diverse a costruire e a sentirsi una comunità. Questa dimensione intima, familiare, unitiva è spesso trascurata, se non dimenticata, a causa delle molte, talvolta troppe, attività che riempiono il calendario pastorale. Eppure dalla riscoperta di questa identità può nascere una vera rigenerazione della comunità (e quindi della fede) a partire da chi partecipa attivamente, che così riscopre le motivazioni profonde del suo impegno, per allargarsi a tutte le persone che vivono nella co-munità, che possono sentirsi accolti e amati come a casa loro. In particolare, ci si è chiesti come rivi-talizzare i tre principali ambiti della liturgia, della carità e della catechesi. Una indicazione forte ha ri-guardato la necessità di imparare a pregare assieme e di conoscere maggiormente la Parola. Un secondo elemento è la missione che si traduce nell’andare incontro alle persone, con i loro bisogni e desideri, con i loro problemi e le loro gioie; una comunità aperta, che si muove verso le persone (non solo che attende di essere visitata) che sa ascoltare veramente e che sa dare risposte concrete sul piano della carità materiale e spirituale, dell’amicizia, della festa, della condivisione. Questo comporta una conoscenza del territorio e la creazione di una rete di relazioni personali di solidarietà. E’ stata indicata un’attenzione particolare da dedicare agli adulti e in particolare alle famiglie. Un ultimo elemento riguarda la corresponsabilità che i laici sono chiamati ad assumere nelle scelte pa-storali (e non solo nelle attività pratiche) che diventa da un lato condivisione e sostegno del grande lavoro dei nostri sacerdoti, e dall’altro capacità graduale di discernere insieme a cosa il Signore chiama la Comunità nel contesto storico, culturale, umano attuale; non per l’interesse del singolo o del gruppo ma per il bene maggiore di una comunità e delle persone che la compongono. Questo può tradursi in un atteggiamento di valorizzazione e stima reciproci, nel “fare a gara nello sti-marsi” (piuttosto che nel giudicarsi). Nella mattinata di domenica don Luca ha sottolineato la necessità di attuare una conoscenza della realtà sociale, politica ed ecclesiale in cui viviamo e di attuare una vera e propria “educazione alla gratuità”. E’ stata presentata poi una bozza del calendario pastorale 2005-2006 sulla quale sono riportate le principali attività di interesse comune dei vari gruppi. Si è deciso assieme quali di queste sono momenti comunitari che devono essere vissuti con la partecipazione ed il contributo di tutti i gruppi. Sono state brevemente presentate le attività del gruppo NOI per la gestione del patronato e del gruppo famiglie che hanno pro-fondamente rinnovato i loro programmi e intendono offrire alla comunità molte iniziative. E’ stato deciso di dare maggiore importanza alla comunicazione degli eventi e all’esperienze delle persone utilizzando la stampa parrocchiale e diocesana e il sito internet. La messa del giovedì sarà un momento di incontro e comunione per tutti i gruppi parrocchiali. In ultimo si è deciso di relazionare dettagliatamente il Consiglio Pastorale sull’assemblea e di definire le modalità di prosecuzione dei lavori iniziati (ad esempio costituendo un gruppo di lavoro permanente). Appunti sull’intervento di d. Sandro all’Assemblea Necessità di creare un ponte tra società e parrocchia che vuole evangelizzare. Il messaggio passa at-traverso un incontro tra Dio e l’uomo e quindi tra una comunità e il mondo. E’ una questione di identità e di essenzialità. In un mondo relativista è necessario riconoscere l’essenziale della vita: in particolare la vita di fede non può essere complessa, deve avere pochi elementi, semplici e forti. La parrocchia è una comunità che mostra il fascino umano, la bellezza dell’esperienza di Dio perché è contenta dell’esperienza che fa. L’annuncio è che è giusto ed è bello credere, che non è peso ma è “ali”. Il vangelo è una strada di libertà, di gioia (le regole eventualmente vengono dopo); essere missionari significa dimostrare di essere felici di aver incontrato il Signore. Essenzialità nella vita parrocchiale: saper proporre percorsi semplici e fondanti (es carità: accoglienza degli immigrati, degli anziani…) sulle quali fare una verifica almeno annuale. La “regola spirituale” deve essere una regola d’Amore non di coercizione. Attenzione al cristianesimo fai da te. Creare pochi momenti comunitari ma da vivere assolutamente tutti assieme. Come aiutarci a riscoprire la gioia della fede? La parrocchia è la chiesa che non si sceglie ma che ci è data e donata (come i genitori). La comunione come atto libero di accoglienza dell’altro sull’esempio di Cristo; un dono come nell’eucaristia Non sono io che riesco a costruire con le mie forze la comunione. E’ il Signore che dona, a noi il compito di accogliere: questo è liberatorio! Conseguenze: fratelli e sorelle sono un dono oltre la simpatia o l’antipatia, l’essere o meno delle stesse idee, nel rispetto della diversità. Accoglienza incondizionata, cuore grande di fronte a tutti. Bisogna riconoscere e rispettare le appartenenze alla comunità cristiana: non si può chiedere tutto a tutti e subito, bisogna valorizzare ciò che ciascuno fa (poco o tanto) e vive, senza giudicare, discri-minare, obbligare, cercando di aiutare ciascuno a scoprire la sua chiamata e la sua vocazione. C’è una garanzia di appartenenza e di comunione che nasce da momenti e figure “istituzionali” (sacerdoti, gruppi, consiglio pastorale…) che più che leader devono essere accompagnatori ecclesiali verso Cristo.
Gli ostacoli più grandi all’amore per la comunità sono le false
immagini, le idealizzazioni,le mie aspettative.
* Annunciare il vangelo a tutti anche ai lontani Proposte al Consiglio Pastorale:
a)
costituzione di un gruppo di lavoro per l’approfondimento
degli spunti emersi durante l’assemblea, l’analisi della realtà del territorio e
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