IL DIALOGO

            n. 103  del  18.12.2011

 

Buon Natale con la Pace di Cristo

 

 Carissimi, mi rivolgo a voi con uno dei saluti più belli che la Liturgia usa ogni domenica e particolarmente nel giorno del Santo Natale: “la pace sia con voi!”. È un saluto, un augurio, ma anche un invito ad accogliere questo dono del Signore e per divenirne dei dispensatori.

Il canto degli Angeli sulla capanna di Betlemme, “Pace in terra agli uomini che Egli ama”, possa davvero far rifiorire la speranza, in questo nostro tempo che ha davvero bisogno di nutrirsi di consolazione, di sicurezza, di gioia vera e profonda.

Penso sia importante ricevere questa bella notizia soprattutto in questi tempi che non sono tanto allegri per le ristrettezze economiche, per la crisi mondiale e per le dense nubi che si stanno addensando nel futuro di tante nostre famiglie anche della nostra comunità. A questo proposito non posso dimenticare le 90 persone di una ditta di Quarto d’Altino in procinto di chiusura. A loro ed alle loro famiglie va tutta la nostra solidarietà ed il nostro sostegno.

Suscita tanta, ma tanta tristezza, vedere come oggi, nelle nostre case, anziché quella gioia semplice, frutto della fede, che era tipica delle nostre famiglie venete ricche di tradizioni cristiane, abbiano preso posto simboli del mondo: alberi, festoni, luci e Babbo Natale, decorazioni che nulla hanno a che vedere con la bellezza del semplice presepio dove Gesù nasce povero, ma accolto con amore da Maria e Giuseppe.

Conosciamo tutti il rischio che questo tempo, anziché della gioia del Natale di Gesù, si trasformi in una corsa a ciò che passa, la festa esterna, i regali... magari accontentandosi di un fugace, seppur speriamo sincero, scambio di auguri. Ma augurio per cosa?

Il rischio che si cerchi di soffocare il bisogno della gioia di Cristo e del suo Natale, trasformando tutto in chiassoso e fugace momento di allegria esteriore, che lascia poi il vuoto del cuore, è grande ed è difficile sfuggirvi, perché è forte l’attrattiva della “moda” e della pubblicità consumistica.

È necessario rivitalizzare nuovamente la fede, oggi, con i suoi segni, semplici, ma profondi e veri, per ritrovare il giusto senso della vita, il suo valore più profondo, sorgente di pace e serenità vere. È proprio la Pace che Dio dona, di cui tutti sentiamo nostalgia e bisogno un dono, che nulla può supplire.

Forse la crisi economica che quest’anno a detta di tutti porterà un Natale piuttosto faticoso per tutti, ha ridimensionato la falsa luce del Natale fatta di spese, superficialità e sprechi. Quest’anno saremo più portati ad interiorizzare questa festa, che vuole toccare il cuore e l’anima di ciascuno, con un efficace richiamo per tutti ad accostarci in questo periodo almeno pregando la stessa fede: ossia riscoprire in noi la presenza di Dio che bussa alla nostra porta, perché ci vuole bene e sa che la nostra vita, senza di Lui, non ha senso. Bisognerebbe che tutti noi, a cominciare da me ci adoperassimo perché venga riscoperto profondamente Gesù, che oggi è tra noi e in noi, per sentire l’efficacia e la bellezza della Sua Presenza: una bellezza che mette in un angolo l’egoismo di questo mondo e ci fa guardare alla semplicità ed alla potenza dell’amore che questo bambino nella grotta di Betlemme è venuto a portare per ciascuno di noi.

Che vi aiuti, anzi, che Gesù ci prenda per mano per conoscerLo meglio e farLo conoscere a tutti con la forza della testimonianza fatta di piccoli gesti di amore, giorno per giorno e non solo in questi giorni.

Buon Natale a tutti.

                                                                                                           Don Gianni


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