| IL DIALOGO | |
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n. 103 del 18.12.2011 |
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Il senso luminoso del Natale - riflessioni di Roberto Pace |
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Luca, il solo evangelista che riporta circostanze storiche e sequenze narrative del Natale, ci insegna lo stile leggero della prima venuta al mondo di Gesù: l’ora notturna della nascita, quando tutti dormivano, fuorché «alcuni pastori che…. vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge»; e quindi l’annuncio rivolto a quegli unici svegli: minimi anche come testimoni in quanto, per la loro selvatichezza, erano esclusi dalla società ebraica, alla pari dei ladri e degli estorsori. Questa ambientazione notturna e silenziosa – evidenziata, per contrasto, dal lampo dell’apparizione dell’Angelo del Signore, e dall’irruzione del brevissimo per grande coro celeste: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli / e sulla Terra pace agli uomini che egli ama» – mi appare come un’indicazione dell’entrata salvifica di Gesù nel buio della Storia dell’Uomo, e nelle oscurità delle nostre vite. Il Natale non ha inaugurato una storia parallela, una sorta di virtuale Second Life, distinta e distante dalla vita quotidiana, nella quale ci si va a rifugiare per tirare il fiato, o a ricostituirsi dopo i nostri insuccessi. Il senso profondo del Natale consiste nel fatto che da quella Notte, fino alla fine dei mondo, è finalmente promulgato per l’Uomo, che era giunto alla pienezza dei tempi dell’attesa, un nuovo Statuto esistenziale, per il quale «…non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me» (Gal. 2,20). È questo scambio effettivo del soggetto dell’azione che (ri)porta luce e speranza nella vita di ciascuno, e permette di ricominciare quando tutti i bilanci sono negativi, e non si ha più forza di andare avanti: di fronte ai grandi dolori delle malattie, delle separazioni e agli eventi inspiegabili che ci mutano la sorte, offriamo al Signore la nostra incapacità di capire e il nostro timore di non farcela, con la preghiera essenziale: «Signore, sei Tu, non io. Rivelati. Guida tutto. Porta a compimento le questioni.». È la novità immutabile di ogni Natale, l’unico regalo garantito a vita, l’inossidabile Buona Notizia di un modo di essere che anticipa il Paradiso. Roberto P. |