| Visita Pastorale del Patriarca 20-22 febbraio 2009 |
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I Giovani e la
Chiesa, la libertà, la testimonianza ..: |
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All’inizio sembrano timidi e indecisi, poi dimostrano tutta
l’energia e la combattività della loro giovane età. I ragazzi della
“Cogi”, la comunità giovanile della parrocchia S. Michele Arcangelo,
hanno voluto incontrare personalmente il
card. Scola, ponendogli domande schiette,
frutto delle loro riflessioni nel corso del cammino
di preparazione alla Visita pastorale. Poi continua dicendo «Il messaggio di Gesù è incarnato dalla Chiesa dalla fedeltà ai compiti assegnati alla Chiesa stessa per garantire la sua presenza, sintetizzabili nelle quattro finalità della Visita Pastorale: sono doni che in 2000 anni la Chiesa ha garantito, nonostante i limiti e i difetti degli uomini di Chiesa». Ma una persona :acuta e sensibile sa distinguere, l'uomo maturo e aperto al futuro non si lascia bloccare dai suoi limiti nell’'amare la Chiesa: come è possibile questo? «Riconoscendo in me la mia fragilità, per comprendere la fragilità degli uomini di Chiesa», perché in ultima analisi «questa tanto vitupe-rata Chiesa è capace di far incontrare Gesù». Separare Gesù dalla Chiesa quindi è un'astrazione e non tiene conto della realtà: Dio ha bisogno degli uomini, «altrimenti Gesù diventa un pretesto per affermare la mia persona». L'istituzione non è separabile dalla vita del .popolo, siamo in un corpo unico, tutti nella stessa barca: per questo Patriarca domanda: «Se parlale di Chiesa e siete dei cristiani, mettetevi dentro la Chiesa” Infine un consiglio: “Usate la vostra testa nel giudicare e capire, la Chiesa deve rinascere nelle vostre persone».
Interviene poi
Federico, che sembra togliersi
un rospo dalla gola nel dire al Patriarca che
«la pecca della Chiesa è dire
cosa è giusto e cosa è
sbagliato, senza lasciare la libertà di decidere”, facendo
riferimento agli ultimi
fatti di cronaca, tra cui il caso Englaro: «Mi
piacerebbe che prima ci fosse
comprensione e vicinanza”
Nel frattempo il Patriarca
ha afferrato il microfono
e, alzatosi in piedi, si
avvicina ai ragazzi, accorciando cosi le distanze:
intavola una discussione vivace con questo giovane
provocatore e gli risponde
dicendo che “non si può separare una proposta di senso
dall’accoglienza, la libertà
non è riducibile alla pura
libertà di scelta, è
apertura all'infinito. Siamo in una democrazia
libera in cui il sovrano è il popolo, quindi
sarà il popolo a decidere. Ma noi contribuiamo alla
società se immettiamo il nostro;
se non lo sottraiamo». |