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Nel corso della sua sosta pastorale a Quarto d'Altino
il Patriarca ha visitato la casa di Andrea, malati di sla da diversi
anni, imprigionato in un letto e alimentato con un sondino diretto
allo stomaco, che passa i suoi giorni nel salotto di casa, assistito
amorevolmente dalla moglie e dai tre giovanissimi figli.
Eppure Andrea non ha mai voluto rinunciare alla vita e insieme alla
moglie ha lottato per ricevere degli aiuti più sostanziosi per poter
essere accudito nel modo adeguato.
Attorno a lui una catena di solidarietà, che ha messo in moto amici
e parenti, è riuscita a fargli avere uno speciale pulmino con cui
può viaggiare.
Il card. Scola, grato e profondamente ammirato per la forza e la
determinazione che legge nel cuore della famiglia, ha ringraziato
per la voglia di vivere testimoniata da Andrea, che dimostra come
"la vita è sempre un positivo" e mette in guardia noi tutti dalla
"superficialità con cui io stesso rischio di vivere".
Andrea può contare su figli meravigliosi, pieni di energie e di
vitalità, che aiutano la mamma e parlano sempre con il papà nel solo
modo con cui è possibile, quello degli occhi.
E proprio attraverso gli occhi ha comunicato il suo desiderio subito
dopo la benedizione, prima che il Patriarca se ne andasse: la moglie
scosta la coperta e porge la mano ormai assente al Patriarca: per
qualche minuto rimangono solo il silenzio e quella stretta di
gratitudine reciproca.

Il Patriarca ha fatto visita anche a Ca' dei Fiori e ai numerosi
suoi ospiti, si è soffermato con Stella, 110 anni, che ancora
ricorda le preghiere e le recita con entusiasmo: a loro ricorda che
la loro "è un'età importante perché ci rendiamo conto di quel che
conta veramente. Anche se qualche volta avete la tentazione di
sentirvi inutili, sbagliate a pensarlo. Lo testimoniano le persone
che lavorano qui: imparano la gratuità, infatti la vita dell'uomo
non è niente se non si dona; è così che tutte le cose, belle e meno
belle, prendono senso. La vostra presenza è socialmente ed
ecclesiasticamente preziosa. Il valore dipende dall'essere, non dal
fare".
Molti, tra anziani e malati, i presenti a salutare il Patriarca in
una casa di campagna: lì vicino i muggiti delle mucche e intorno
l'orto e i campi. Il Patriarca tra la gente confessa di ritenere
questo momento uno dei più preziosi della Visita Pastorale "perché
imparo tanto", ricordando le parole di Giovanni "Tutti saranno
ammaestrati da Dio".
Altra tappa al centro ANFFAS di Crete: i disabili lo accolgono in
modo creativo e affettuoso, fatto di spontaneità, gli viene donato
un quadro, mentre l'artista del gruppo mostra i suoi originali
disegni. Il Card. Scola lascia le coroncine del rosario realizzate
dai cristiani di Betlemme e dice agli operatori "Il vostro è un
lavoro tra i più elevati possibili: quando il lavoro si coniuga con
l'amore tocca la massima espressione".
da Gente Veneta |