Visita Pastorale del Patriarca 20-22 febbraio 2009
 

Il Consiglio Pastorale a confronto sulla vita della comunità

 

Nel Consiglio Pastorale allargato è emersa una parrocchia volenterosa e impegnata già dal 2005 nella preparazione della Visita Pastorale, per crescere su tre aspetti: la cooperazione, superando i personalismi, la corresponsabilità a sostegno delle scelte pastorali e la comunione che nasce dalla fedeltà a Cristo.
Il Patriarca ringrazia per "la grande vitalità che si esprime in una molteplicità di iniziative e la tensione a comunicare la bellezza della compagnia di Gesù in un luogo in cui è incontrastabile".
Nel dibattito seguente, alla domanda di come presentare il messaggio della Chiesa in questo  cristianesimo fai-da-te il Patriarca risponde "Il rischio è che noi cristiani, dopo aver camminato con una certa decisione fino agli anni '60, messi di fronte alle grandi rivoluzioni e sotto la pressione di questi sconvolgimenti, torniamo a una versione naturalistica della fede: confondiamo il senso religioso dell'uomo con la fede che Dio ci dà".
Si registra così un ritorno a una "religiosità neo-pagana", in cui la religione altro non è che un istinto naturale di protezione e di precarietà della vita. Invece dobbiamo "accogliere il dono fondamentale che lo spirito di Cristo risorto continua a donarci: non abbiamo altra strada se non che il dono dello Spirito rende possibile l'incontro con Dio; già questo assicura alla nostra vita la più grande convenienza possibile".
A questo punto si associa la vita comunitaria "L'essere insieme è un dono straordinario che Dio ci fa: l'uomo non riesce a trattenere in sé l'esperienza della verità e della bellezza, la comunica direttamente con i suoi gesti".
Alla domanda di cosa può fare la scuola materna per le famiglie che la frequentano e cosa la scuola può dare loro, mons Perini risponde che sono molte le scuole gestite dalle parrocchie e quando le suore devono lasciare la gente reagisce negativamente, in quanto "è profondamente radicata l'idea che le cure dei bimbi piccoli siano affidate alla comunità cristiana".
La scuola materna può entrare in contatto con le famiglie, interloquire con loro e "mostrare le implicazioni antropologiche dei misteri cristiani e la rilevanza della fede nella vita". E' importante che le scuole si integrino nelle comunità e "serve coraggio per proporre con chiarezza la mentalità cristiana della vita".
A chi opera nel settore e mette in dubbio la validità del testamento biologico il Patriarca risponde che "si gioca la sostanza dell'umano, mettiamo a rischio la società". Di qui l'importanza di educarsi al pensiero di Cristo fin da giovani "E' centrale mostrare la vita come dono di Dio, il"favor vitae" è sempre ragionevole. Altrimenti chi si erge  a padrone di chi?" ed è importante non confondere il "favor vitae" con l'accanimento terapeutico, come nel caso Englaro. Non dobbiamo tacere: cos'è questa smania di dire che il Papa invade il campo altrui quando esprime il suo pensiero?"
 
da Gente Veneta


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