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Nel Consiglio Pastorale allargato è emersa una
parrocchia volenterosa e impegnata già dal 2005 nella preparazione
della Visita Pastorale, per crescere su tre aspetti: la
cooperazione, superando i personalismi, la corresponsabilità a
sostegno delle scelte pastorali e la comunione che nasce dalla
fedeltà a Cristo.
Il Patriarca ringrazia per "la grande vitalità che si esprime in una
molteplicità di iniziative e la tens ione a comunicare la bellezza
della compagnia di Gesù in un luogo in cui è incontrastabile".
Nel dibattito seguente, alla domanda di come presentare il messaggio
della Chiesa in questo cristianesimo fai-da-te il Patriarca
risponde "Il rischio è che noi cristiani, dopo aver camminato con
una certa decisione fino agli anni '60, messi di fronte alle grandi
rivoluzioni e sotto la pressione di questi sconvolgimenti, torniamo
a una versione naturalistica della fede: confondiamo il senso
religioso dell'uomo con la fede che Dio ci dà".
Si registra così un
ritorno a una "religiosità neo-pagana", in cui la religione altro
non è che un istinto naturale di protezione e di precarietà della
vita. Invece dobbiamo "accogliere il dono fondamentale che lo
spirito di Cristo risorto continua a donarci: non abbiamo altra
strada se non che il dono dello Spirito rende possibile l'incontro
con Dio; già questo assicura alla nostra vita la più grande
convenienza possibile".
A questo punto si associa la vita comunitaria "L'essere insieme è un
dono straordinario che Dio ci fa: l'uomo non riesce a trattenere in
sé l'esperienza della verità e della bellezza, la comunica
direttamente con i suoi gesti".
Alla domanda di cosa può fare la scuola materna per le famiglie che
la frequentano e cosa la scuola può dare loro, mons Perini risponde
che sono molte le scuole gestite dalle parrocchie e quando le suore
devono lasciare la gente reagisce negativamente, in quanto "è
profondamente radicata l'idea che le cure dei bimbi piccoli siano
affidate alla comunità cristiana".
La scuola materna può entrare in contatto con le famiglie,
interloquire con loro e "mostrare le implicazioni antropologiche dei
misteri cristiani e la rilevanza della fede nella vita". E'
importante che le scuole si integrino nelle comunità e "serve
coraggio per proporre con chiarezza la mentalità cristiana della
vita".
A chi opera nel settore e mette in dubbio la validità del testamento
biologico il Patriarca risponde che "si gioca la sostanza
dell'umano, mettiamo a rischio la società". Di qui l'importanza di
educarsi al pensiero di Cristo fin da giovani "E' centrale mostrare
la vita come dono di Dio, il"favor vitae" è sempre ragionevole.
Altrimenti chi si erge a padrone di chi?" ed è importante non
confondere il "favor vitae" con l'accanimento terapeutico, come nel
caso Englaro. Non dobbiamo tacere: cos'è questa smania di dire che
il Papa invade il campo altrui quando esprime il suo pensiero?"
da Gente Veneta |