Ricerche storiche
La comunità di Quarto d'Altino nella sua storia religiosa e stradale

Il cippo di S. Michele Vecchio

I vecchi narrano, avendolo appreso dai genitori, che il cippo militare o colonna romana, posizionata sino alla metà degli anni settanta nei pressi della piazza municipale di Quarto d'Altino, non provenisse dalla demolizione della via Claudia Augusta, né dagli scavi di Altino, neppure da quelli esercitati tra le fondamenta delle vecchie scuole elementari, bensì da altra fonte.

Questo si diceva alle "Campagnole",
un piccolo villaggio posto sulla destra del Sile, di cui ancor oggi si notano le tracce, nella locanda di Menego, detto "Caretel" per la passione di bere il vino oltre che di venderlo; là circolavano pettegolezzi e indiscrezioni su ciò che accadeva nel borgo, e spesso nei paesi circostanti

Si discuteva dei confronti tra il proprio campanile e gli altri, del cippo con la sua vivacità marmorea, che, reputato di scarsissima considerazione, non fu oggetto di interrogativi sulla sua provenienza, né del perché si trovasse in quel posto. Si presupponeva un'origine antichissima, ma se ne ricordavano solo le rimozioni e i cambiamenti di sede.

Si può comunque far risalire il cippo all'epoca del Municipio romano di Altino, quando la frazione di S. Michele Vecchio si chiamava "Vicus ad Quartum ad urbe Lapidem" e posizionarlo nelle vicinanze della vecchia chiesa abbattuta.

Potrebbe corrispondere a un cippo di segnalazione o a un'epigrafe funeraria, o ancora a una colonna divelta da qualche abitazione dell'epoca, e anche come segnalazione del margine estremo dell'ammini-strazione romana di Altino.

All'epoca della prima rimozione l'Amministrazione comunale non comprese il significato del cippo e lo utilizzò, dopo averlo lisciato e scolpito con una fascia circolare in rilievo nella zona frontale, come segnaletica stradale per abbellire il crocevia.

Probabilmente fu abbandonato dagli studiosi sul luogo di origine, in quanto ritenuto priva di interesse archeologico e idonea solo a documentare il tempo passato, e forse non fu sottoposta a minuziose indagini dai ricercatori, impegnati nei ritrovamenti di Altino e della via militare.

Di fatto nel 1905 si trova posizionata di fronte alla nuova chiesa parrocchiale, al di là della via "Pascoloni" (attuale via Stazione) a mo' di pezzo da museo in esposizione permanente; il masso infatti è protetto da 6 o più paracarri congiunti con sbarre di ferro longitudinali.

Successive ricerche nel 1934, identificano il cippo in un altro luogo, a lato della chiesa, spostata perché intralciava il passaggio in direzione della nuova scuola elementare.

Ma perché la freccia indicatrice del cippo, orientata verso S. Donà, dopo la rimozione segnalava la direzione opposta? Certo non era proprio adatta ad indicare il traffico stradale, in quanto posizionato bel prima dell'apertura della linea automobilistica (1914) Treviso - Portegrandi.

Negli anni sessanta, dopo la sistemazione della piazza, il cippo venne nuovamente rimosso e chiuso nel magazzino comunale.
                  

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