Ricerche storiche
La comunità di Quarto d'Altino nella sua storia religiosa e stradale

I cimiteri

   L'ampliamento del cimitero di S. Michele Vecchio
 

Il 25 marzo 1884 alle ore 9.00 il Consiglio Comunale deliberò sull'offerta per ricompensa dell'espropriazione area del cimitero. Furono offerte al proprietario 2734.37 lire per 449.80 mq di terreno. I lavori ebbero inizio subito sulla base di una piantina topografica (nel progetto si approva la nuova "aggiunta" per contenere un maggior numero di "trapassati".

Si nota la chiesa con accanto il campanile e le due cappelline, vi sono tracciati due ingressi: il primo a sud attiguo alla strada comunale, il secondo all'interno del cimitero con l'entrata maggiore a ovest.
Ai due lati si notano due canali, uno individuabile con l'attuale Fossa  successivi disegni comunali.

Nell'ordinanza del 1824 si stabilì, inoltre, l'altezza dei muri a 1226 cm,la finitura "alla cappuccina", l'abbassamento del terreno montuoso del cimitero vecchio (il riferimento è al residuo del terrapieno Altinum-Tarvisium, cioè la via romana che tuttora passa per S. Michele Vecchio. E' accertato che nei pressi del cimitero tra il 1872 e il 1905 si verificarono straripamenti di rilevante importanza. Ne soffrirono i muri, gli altari e l'interno della chiesa). Nel movimento del terreno vennero alla luce teschi e ossa di ogni sorta.

L'ordinanza fissa ancora il restauro dei muri vecchi, il ripristino del pezzo di muro del "coro" della chiesa di mq 16, che minaccia di cadere.


Il cimitero di S. Michele Nuovo

Dopo numerose delibere effettuate tra il 1903 e il 1910, la Giunta Municipale approvò il progetto, redatto dall'ingegnere Costante Gris, di costruzione del nuovo cimitero. I lavori si conclusero nel 1911 e furono eseguiti gratuitamente da un folto numero di parrocchiani.

Nel 1928 si rese necessario l'ampliamento per il sopraggiungere di numerose tumulazioni di soldati italiani periti nel conflitto mondiale.
Nel 1928 furono trasportate con solennità le ossa dei defunti dal cimitero di S. Michele Vecchio a quello Nuovo e i resti posti in una tomba ossario. La funzione religiosa, celebrata da don Scattolin vide la chiesa colma di fedeli e le bare in legno vergine coperte di panno nero, allineate al centro della chiesa, furono trasportate con solenne processione al cimitero comunale. Il trasporto, su carri con sponde orlate a drappo funebre, richiese parecchie settimane.

Nel 1942 si inaugurò l'obelisco con sovrapposta una croce in ferro brunito, voluto da don Scattolin e posto al centro del camposanto. Venne poi trasportato all'ingresso in occasione dei lavoro di costruzione di nuovi loculi.

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