Pala posta sopra l'altare maggiore raffigurante S. Michele  Arcangelo, copia del dipinto di Guido Reni donata dal Papa Pio X alla Parrocchia di Quarto d'Altino.

SAN  MICHELE  ARCANGELO

   nella fede

Michele, il cui nome significa “chi è come Dio?”, è uno dei tre arcangeli riportati nella Bibbia ed è ricordato per aver difeso la fede in Dio contro Satana.
Nel Nuovo Testamento è l’angelo che conduce la battaglia contro il drago, cioè contro il demonio, e lo sconfigge. Per questo nell’immaginario è raffigurato alato in armatura  con la spada, è il comandante dell’esercito celeste contro gli angeli ribelli del demonio, che vengono precipitati a terra.

Nella Messa tridentina san Michele è ricordato espressamente più volte: nel Confiteor primo fra i santi dopo la Vergine Maria, nella preghiera di benedizione dell'incenso, in cui l'Arcangelo viene invocato come «colui che sta alla destra dell'altare dell'incenso».

Papa Leone XIII ordinò infine di recitare la Preghiera a San Michele in ginocchio davanti all'altare al termine di tutte le Messe, escluse quelle solenni.
Il culto dell'arcangelo Michele è di origine orientale. L'imperatore Costantino I° a partire dal 313 gli tributò una particolare devozione, dedicandogli il Micheleion, l'imponente santuario di Costantinopoli. 

Il culto di san Michele fu assai caro ai Longobardi, ed in Italia l'arcangelo Michele è patrono di molti paesi e alcune città.
 

   nella parrocchia di Quarto d'Altino

Si ha ragione di credere che tra il641 e il 667 il nostro territorio fosse occupato dai Longobardi, le cui fortificazioni, fossero poste sotto la protezione di S. Michele, identificato un tempo come condottiero a loro difesa e poi considerato santo dopo la conversione
al cristianesimo. Al santo fu intitolato il fortino o castello posto a S. Michele Vecchio e distrutto, poi, nel 1234 dai padovani.
Vinta la resistenza dei Bizantini e presa Altino, i Longobardi conquistarono anche le zone circostanti, quindi si posizionarono a "San Michele Vecchio", considerando la zona strategica per il controllo del traffico fluviale sul Sile. Si ritiene pertanto che il nome "S. Michele" sia desunto dalla "Cappella" (termine di origine longobarda) edificata dagli stessi.
La frazione allora era denominata "Vicus ad Quartum ad urbe Lapidem", di origine romana (centro abitato al quarto miliare), e nel 996 con la caduta dell'Impero romano cambia in "Sanctus Michael qui dicitur Quartus" (S. Michele detto il Quarto), proprio nell'epoca longobarda.
Nel 1186 la cappella dedicata all'Arcangelo Michele "Cappella Sancti Michaelis apud Quartum": di qui l'origine del titolo assunto dalla Pieve.
 

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